Sergio Scatizzi “Uva e frutti”
Sergio Scatizzi
“Uva e frutti”
Olio su tela
cm 18×24
2005
Viene insegnato ai bambini ed ai ragazzi che il modo “migliore” per osservare un dipinto sia ad una certa distanza, per poterne meglio apprezzare il colpo d’occhio e la visione generale.
Non sempre questa scelta può rivelarsi la più azzeccata.
Questo approccio un po’ generalizzato impedisce però di cogliere minuzie decorative, vezzi stilistici, la presenza o meno di un disegno preparatorio sottostante, senza scomodare l’uso della luce radente utilizzata dagli storici dell’arte ed altri esperti di settore per individuare eventuali ridipinture o restauri.
Ci teniamo a consigliare, sia per quanto riguarda Scatizzi che per molti altri artisti, è quello di rapportarsi alle opere a 360 gradi.
Guardate da vicino ed apprezzatene le impensabili sfumature, i tocchi, i solchi energici, ma anche come un dipinto cambi incredibilmente con le variazioni di luce, anche se alle volte possono sembrare impercettibili.
Sergio Scatizzi
“Grapes and fruits”
Oil on canvas
cm 18×24
2005
Children and young people are taught that the ‘best’ way to observe a painting is from a certain distance, in order to better appreciate its glance and general view.
This choice may not always be the most appropriate one.
This somewhat generalised approach, however, prevents one from grasping decorative minutiae, stylistic quirks, the presence or absence of an underlying preparatory drawing, without bothering to use the grazing light used by art historians and other experts in the field to detect any repainting or restoration.
We would like to recommend, both with regard to Scatizzi and many other artists, that you approach the works from every angle.
Look closely and appreciate the unthinkable nuances, the touches, the energetic grooves, but also how incredibly a painting changes with variations in light, even if they may sometimes seem imperceptible.
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