Sergio Scatizzi “Laguna-Venezia”
Sergio Scatizzi
“Laguna-Venezia”
Olio su tavola
cm 24,5×31,7
1995
Scatizzi fu un grande amante di Venezia, della sua storia, della sua unicità, di quel suo essere una perla rara e delicata che merita di essere amata e protetta.
Luogo in cui espose all’importante rassegna artistica della Biennale nel 1950, mettendosi così in gioco a livello internazionale ad appena trentadue anni.
In questo caso l’opera è giocata sul labile velo del sogno.
Santa Maria della Salute risulta riconoscibile per i brevi e corposi tocchi che ne costituiscono le cupole e il campanile.
Il cielo si mescola al mare divenendone un egregio specchio, mentre quella sottile lingua emersa pare fluttuare sul pelo dell’acqua come una zattera alla deriva.
La schiuma marina e la nebbia, che vi aleggia sopra, sembrano silenziosamente gemellarsi creando una passerella immaginifica in grado di traghettarci verso quello splendore architettonico, il quale emerge all’orizzonte come un miraggio.
Sergio Scatizzi
“Lagoon-Venice”
Oil on board
cm 24,5×31,7
1995
Scatizzi was a great lover of Venice, its history, its uniqueness, its being a rare and delicate pearl that deserves to be loved and protected.
It was the place where he exhibited at the important Biennale art exhibition in 1950, thus putting himself on the international stage at the age of just thirty-two.
In this case, the work is played out on the labile veil of dreams.
Santa Maria della Salute is recognisable by the brief, full-bodied touches that make up its domes and bell tower.
The sky blends with the sea, becoming its perfect mirror, while that thin strip of land seems to float on the surface of the water like a drifting raft.
The sea foam and the fog, which hovers above it, seem to silently twin, creating an imaginative walkway that can ferry us towards that architectural splendour, which emerges on the horizon like a mirage.
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