Sergio Scatizzi “Paesaggio”
Sergio Scatizzi
“Paesaggio”
Olio su tavola
cm 50×40
2006
La particolarità di opere come quella che vi presentiamo oggi è senza dubbio il movimento vorticoso delle spatolate caratterizzanti l’intera superficie pittorica.
Cambiano perciò i cromatismi che vanno a sancire la diversità tra cielo e terra e tutti i connotati del paesaggio ma allo stesso tempo veniamo assaliti da questo turbinio che minaccia quasi di inghiottirci.
I dipinti sono per Scatizzi un pretesto per esprimere la propria emotività.
Un mezzo per comunicare stati d’animo ed emozioni, le quali vagano incomprese finché qualcuno non è in grado di recepirle instaurando una sorta di dialogo tra conoscenti.
Un accordo silente tra anime affini che si individuano nella massa e si riconoscono, questo è quello che succede quando un collezionista sceglie un’opera.
Sergio Scatizzi
“Paesaggio”
Olio su tavola
cm 50×40
2006
The distinctive feature of works such as the one we are presenting today is undoubtedly the swirling movement of the brushstrokes that characterise the entire pictorial surface.
The colours that mark the difference between sky and earth and all the features of the landscape change, but at the same time we are assailed by this whirlwind that almost threatens to engulf us.
For Scatizzi, paintings are a pretext for expressing his emotions.
They are a means of communicating moods and feelings, which wander around misunderstood until someone is able to perceive them, establishing a sort of dialogue between acquaintances.
A silent agreement between kindred spirits who identify each other in the crowd and recognise each other: this is what happens when a collector chooses a work.
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