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Ugo Capocchini

Studio d'Arte Moderna Il Fiore

Ugo Capocchini

Ugo Capocchini

Ugo Capocchini nasce a Barberino Val d’Elsa da una famiglia d’agricoltori nel 1901.

Dopo la scuola professionale e un apprendistato presso un anziano pittore, Carlo Jozzi di Poggibonzi , passa a studiare a Firenze, prima al liceo, poi alla locale Accademia, che ben presto abbandonerà per la Scuola libera del nudo del Circolo degli Artisti, dove conoscerà Pietro Annigoni, cui resterà legato d’amicizia. Ben presto al tirocinio scolastico affiancherà la frequentazione assidua dei musei, dove il far copie dei maestri antichi sarà per lui,  secondo il vecchio curricolo, un mezzo essenziale di educazione della mano e del gusto. Sarà anche la sua prima fonte di guadagno, grazie alla quale potrà mantenersi fino al suo inserimento nella professione.

La sua prima affermazione pubblica si ha nel 1928, quando gli viene assegnato il Premio Panerai per un giovane artista. Lo vince con il grande Nudo disteso ora nella Galleria d’Arte Moderna di Firenze. La sua prima mostra personale si ha nel 1929 alla Galleria Cavalensi e Botti di Firenze, con la presentazione di Renzo Simi; seguirà sempre alla Cavalensi e Botti, un’altra e più ampia personale presentata da Giovanni Colacicchi. Cadono in queste circostanza i primi lusinghieri riconoscimenti della critica. Nel frattempo era entrato in rapporto con i letterati e gli artisti che facevano capo alle Giubbe Rosse, con i quali stabilì rapporti durevoli. Nel 1940 è invitato, con una sala, alla XXII Biennale di Venezia.

La monografia di Alessandro Parrochi viene a suggellare nel 1942 il prestigio che ormai ha raggiunto.

Passata la guerra, nel fervore di iniziative e attività che contraddistingue la vita artistica italiana, Capocchini  preferisce una posizione discreta e appartata alla frenetica agitazione di tanti altri. Terrà personali quando ne sarà il caso, parteciperà alle grandi rassegne con parsimonia e senza troppe illusioni. Anche ai “premi”, grande moda di quegli anni, sarà presente con misura. Tuttavia riconoscimenti non gli mancheranno. Basti ricordare, oltre all’invito con i dieci quadri alla Quadriennale del 1960, la medaglia ottenuta già nel 1940 al Premio Bergamo, e poi i premi conseguiti al Premio Michetti di Francavilla a mare nel 1951, alla Mostra Marinara di Genova nel 1951, al Premio del Fiorino di Firenze nel 1953, al Premio Marzotto nel 1954, al Premio Scipione nel 1957, al Premio Arezzo del 1961. Nel 1955 gli viene conferito il Fiorino d’oro.

La sua attività misurata ma assidua è via via documentata dalle personali che realizza a Firenze e altrove. Vanno ricordate così una sua personale alla Strozzina, in Palazzo Strozzi a Firenze, nel 1950; una sua mostra di disegni alla Torre, sempre a Firenze, nel 1953; la personale a L’Indiano di Borgognissanti nel 1956, presentata da Parrochi, che fu salutata come una svolta decisiva e felice della sua pittura. Farà seguito bel 1961 quella di Roma, al Vantaggio, presentata da Silvano Giannelli.

Nel 1962 la Città di Firenze organizza alla Strozzina una sua antologica che ne documenta in termini succosi ma esaurienti il percorso dal 1928. Seguiranno la mostra di Milano nel 1963, a L’Indiano di via Montenapoleone,  presentata da Mario Luzi, quella della Galleria Michaud a Firenze, del 1969, presentata dallo stesso Luzi, quella alla Galleria Gradiva di Firenze nel 1972, presentata da Michelangelo Masciotta. Suoi disegni ed acquerelli sono presentati alla Saletta Vieieusseux nel 1974 e alla Galleria Pananti nel 1976.

Per lunghi anni  ( dal 1941 al 1970 ) insegnante di   Pittura presso l’Accademia di Firenze, è stato insignito dal Ministero della pubblica Istruzione della Medaglia d’Oro dei Benemeriti della Cultura e dell’Arte.

Nella primavera del 1978 Firenze rende omaggio a Capocchini con una grande mostra antologica in Palazzo Strozzi. Nel catalogo scritti e testimonianze di Pietro Annigoni, Carlo Batocchi, Piero Bigongiari, Carlo Bo,Alessandro Bonsanti, Franco Camarlinghi, Renzo Federici, Dante Giampieri, Mario Luzi, Oreste Macrì, Michelangelo Masciotta, Eugenio Miccini, Eugenio Montale, Alessandro Parrochi, Piero Santi, Adriano Seroni, Sergio Statizzi, Roberto Tassi, Dante Zamboni.

Ugo Capocchini muore a Firenze il 29 maggio 1980.

 

 

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